Calenda allo Yif: “Questa generazione al voto dovrà difendere diritti e libertà”

Nessuna generazione quanto questa si troverà a gestire una fase in cui libertà e diritti sono a rischio e dove solo la partecipazione politica ci potrà salvare. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, dialogando con il direttore del Corriere Università Mariano Berriola, allo Young International Forum, salone internazionale di orientamento in corso a Cinecittà durante il panel “Il mio primo voto. La politica risponde ai giovani: scuola, formazione e lavoro”. La politica è il lavoro più difficile ma più bello, non mi sono mai pentito di essere entrato in politica. Quello che faccio mi piace tantissimo” ha detto.

“Se i ragazzi non partecipano alle elezioni la politica non fa provvedimenti per i giovani. E’ un meccanismo molto lineare. Se i giovani non votano nessuno farà provvedimenti per loro” ha aggiunto Calenda. “La tendenza oggi è di votare come si votasse una competizione di intrattenitori. Oggi diventa più rilevante quanto sei divertente o quanto non lo sei. Nel mondo di oggi, in pericolo dalle fondamenta, nulla si mette a posto con il divertimento” ha aggiunto Calenda.

“L’intelligenza artificiale non è una intelligenza con una coscienza che sviluppa cose indipendente, è un sistema che processa dati. Quello di cui ci sarà molto bisogno è chi sarà capace di interpretare questi dati con spirito umanistico. Oggi le materie classiche stanno tornando a essere in prima linea” ha detto ancora Calenda. “Non deciderete voi chi andrà a votare, lo chiederete a ChatpGpt. La battaglia deve essere dei genitori e se non la fanno i genitori la dovete fare voi” ha detto rivolgendosi ai ragazzi spiegando la difficoltà delle nuove generazioni a impegnarsi nella lettura.

“Gli imprenditori italiani si lamentano ma pagano poco. Gli ingegneri in Italia ci sono ma se li paghi 1.400 netti al mese, non vengono da te. C’è scarsa attenzione alle risorse umane. In Italia servono saldatori, quelli nautici per esempio. Al Nord un saldatore guadagna circa 3 mila euro netti, è un mestiere di grande importanza. La prima cosa da formare a scuola sono i cittadini: si deve poter amare il teatro e capire contemporaneamente cosa fa il saldatore” ha detto ancora il leader di Azione. “I miei figli hanno avuto il telefono Brondi, i social solo a 15 anni. Tutte le sere la mia battaglia faticosissima è stata la lettura. Con tre figli ci sono riuscito, con l’ultimo no. E’ una persona molta colta, ma non legge, assimila la cultura da podcast” ha spiegato Calenda.

“Della politica mi piace il privilegio di spiegare le proprie idee e pensare che forse una persona qualunque rifletterà diventando un leader più grande di me. Mi piace anche fare qualcosa che vada oltre me, è una traccia che resta in una ragazza che qui magari diventerà la prima Presidente della Repubblica. Detesto invece la non obiettività, sono noto per essere antipatico ma il nostro è l’unico partito che vota provvedimenti del governo quando li ritiene giusti indipendente dalla fazione” ha detto.  

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