Oltre 20mila giovani a Cinecittà: si chiude la XVIII edizione dello Young International Forum

Oltre 20mila giovani hanno partecipato alla XVIII edizione dello Young International Forum, che dal 14 al 16 ottobre ha trasformato gli spazi di Cinecittà Studios in un grande luogo di incontro, orientamento e confronto sulle scelte che accompagnano il passaggio dalla scuola all’università e al mondo del lavoro.

Promosso dalla Fondazione Italia Education e da Corriere Università e Lavoro, lo YIF 2026 ha riunito studenti, università, istituzioni, professionisti ed esperti in tre giornate di talk, workshop, laboratori e incontri dedicati alle nuove generazioni.

Università e professioni, partecipazione politica, intelligenza artificiale, mobilità internazionale, benessere, relazioni, geopolitica e trasformazioni del mercato del lavoro sono stati alcuni dei temi affrontati nel corso della manifestazione, con un obiettivo comune: offrire ai ragazzi strumenti concreti per conoscere le opportunità disponibili e compiere scelte sempre più consapevoli.

Formazione, competenze e nuove sfide

Ad aprire la XVIII edizione è stato Mariano Berriola, direttore di Corriere Università e Lavoro e dello Young International Forum, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra formazione, professionalità e trasformazioni del mercato occupazionale.

In uno scenario caratterizzato contemporaneamente dalla difficoltà delle imprese nel reperire figure qualificate e dal progressivo calo demografico, diventa sempre più importante rafforzare il collegamento tra istruzione superiore, competenze e mondo produttivo.

«A rendere la sfida più urgente è la combinazione tra la difficoltà delle aziende nel reperire personale e il progressivo calo demografico destinato a restringere ulteriormente il bacino di giovani disponibili a entrare nel mondo del lavoro. Il rischio è duplice: da un lato, imprese impossibilitate a realizzare i propri progetti per mancanza di figure adeguate; dall’altro, giovani che restano ai margini del mercato del lavoro, senza opportunità concrete di crescita professionale. In questo scenario, l’università deve essere il piano A e il piano B di ogni giovane».

Rapporto Università 2026: nuovi strumenti per orientarsi

Tra i momenti centrali della manifestazione, la presentazione del Rapporto Università 2026 della Fondazione Italia Education, curato dal Comitato Tecnico Scientifico presieduto da Stefano Ubertini.

Il Rapporto propone una lettura aggiornata del sistema universitario italiano attraverso l’analisi degli Atenei, delle discipline, dei territori e dei percorsi degli studenti.

Tra gli strumenti sviluppati figura l’IQA – Indice Qualitativo di Attrattività, che prende in considerazione elementi quali internazionalizzazione, capacità attrattiva, rapporto con il territorio, profilo degli studenti, accessibilità, specializzazione ed esiti.

Uno strumento pensato non come una classifica assoluta, ma come una chiave di lettura per aiutare studenti, famiglie, scuole e istituzioni a conoscere meglio le caratteristiche del sistema universitario e affrontare con maggiore consapevolezza una scelta decisiva per il proprio percorso.

“Il mio primo voto”: la politica incontra i giovani

Grande spazio è stato dedicato anche alla partecipazione democratica con “Il mio primo voto. La politica risponde ai giovani: scuola, formazione e lavoro”, il ciclo di incontri nato per mettere in dialogo diretto rappresentanti politici e studenti.

In vista delle prossime elezioni politiche, alle quali una nuova generazione di ragazzi sarà chiamata per la prima volta alle urne, lo Young International Forum ha voluto creare uno spazio nel quale porre domande, ascoltare posizioni diverse e acquisire strumenti utili per formarsi autonomamente un proprio giudizio.

Tra gli ospiti è intervenuto Carlo Calenda, segretario di Azione, che ha affrontato con gli studenti i temi della partecipazione democratica e delle trasformazioni legate anche all’intelligenza artificiale.

Al confronto ha partecipato anche Ylenja Lucaselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione Bilancio della Camera, che ha dialogato con i ragazzi sulle prospettive politiche ed economiche del Paese, rivolgendo loro un invito diretto: «Ai giovani dico: avvicinarsi alla politica è semplice».

Istituzioni e orientamento: scegliere significa anche conoscersi

Numerosi rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte alla manifestazione, confrontandosi con gli studenti sulle competenze e sugli strumenti necessari per affrontare il futuro.

Durante l’inaugurazione Danilo Giovanni Festa, capo Dipartimento al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha richiamato l’importanza dell’educazione finanziaria e di un approccio consapevole alle scelte future.

Donata Vianelli, coordinatrice della Commissione Orientamento della CRUI, ha invece sottolineato come anche errori, ripensamenti ed esperienze diverse possano diventare parte integrante del percorso di crescita.

Un messaggio ripreso anche da Filomena Sisca, intervenuta in rappresentanza della Regione Lazio, che ha ricordato come il raggiungimento dei propri obiettivi non debba necessariamente seguire un percorso lineare.

Olga Villani, dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, ha invitato gli studenti a interrogarsi sulle proprie attitudini e aspirazioni, sottolineando il ruolo dell’orientamento nel superare condizionamenti e aspettative esterne.

La parola ai Rettori

Il confronto con il mondo accademico ha trovato uno dei suoi momenti principali nell’incontro “Il futuro ha molti indirizzi. Orientarsi nella scelta, parola ai Rettori”.

A confrontarsi con gli studenti sono stati Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente CRUL, Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, e Tiziana Laureti, Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia.

Al centro dell’incontro, le trasformazioni del sistema universitario, le nuove competenze richieste dalla società e il ruolo degli Atenei nel preparare gli studenti a scenari professionali sempre più complessi.

Levialdi Ghiron ha sottolineato l’importanza di partire dalle aspirazioni dei ragazzi; Fiorucci ha richiamato le sfide aperte dall’intelligenza artificiale e il valore della collaborazione tra università; Laureti ha evidenziato il legame tra formazione superiore e sviluppo dei territori.

Geopolitica: capire un mondo che cambia

Lo YIF 2026 ha affrontato anche le grandi trasformazioni internazionali con l’incontro “Capire il mondo che cambia: la geopolitica spiegata ai giovani”.

Protagonisti del confronto Barbara Schiavulli, giornalista e inviata di guerra, e Andrea Gerli, giornalista di RaiNews24, con la moderazione di Maria Grazia Abbate, giornalista RaiNews24.

Guerre, informazione, social media, equilibri internazionali e partecipazione delle nuove generazioni sono stati al centro del dibattito.

«I giovani si devono arrabbiare un po’ di più perché si stanno prendendo troppe decisioni che non li vedono protagonisti. Quando ho iniziato questo lavoro c’erano 30 guerre nel mondo, oggi ce ne sono 62», ha detto Schiavulli rivolgendosi agli studenti.

Un invito a non vivere i grandi cambiamenti globali come qualcosa di distante, ma a comprenderli e partecipare alle decisioni che riguarderanno direttamente il futuro delle nuove generazioni.

Dal curriculum alle professioni della transizione ambientale

Una parte significativa del programma è stata dedicata all’ingresso nel mondo del lavoro.

Laboratori e incontri hanno accompagnato gli studenti dalla costruzione del curriculum alla preparazione di un colloquio, fino alla conoscenza dei principali canali attraverso i quali cercare opportunità professionali.

Ampio spazio anche alle trasformazioni già in corso nel mercato occupazionale, con un focus sulle professioni della transizione ambientale, sulle nuove competenze richieste dalle imprese e sulle opportunità offerte dall’autoimprenditorialità.

Un orientamento pensato quindi non soltanto come scelta del percorso di studi, ma come possibilità di comprendere come interessi, capacità e aspirazioni possano tradursi in una professionalità concreta.

Sesso, affettività e relazioni: parlare senza tabù

Il futuro dei ragazzi passa anche dal benessere personale e dalla qualità delle relazioni.

Nel panel “Sesso e affettività: parliamone senza tabù”, Monica Calcagni, ginecologa e sessuologa clinica, ha incontrato direttamente gli studenti per parlare di sessualità, corpo, consenso, prevenzione e relazioni.

Calcagni ha sottolineato l’importanza di un’educazione sessuo-affettiva capace di iniziare già nei primi anni attraverso la conoscenza del corpo, dei confini e del consenso, per affrontare progressivamente temi più specifici con la crescita.

Il confronto ha riguardato anche il ruolo delle famiglie, della scuola, dei social network e dei contenuti digitali nella costruzione della consapevolezza sessuale e affettiva delle nuove generazioni.

“Ma chi l’ha detto che devi essere perfetto?”

Al benessere psicologico e al peso delle aspettative è stato dedicato anche l’incontro “Ma chi l’ha detto che devi essere perfetto?”.

Con Cruda, psicologa, sessuologa e divulgatrice, Beatrice Ferraresi, digital creator e divulgatrice, e Lorenzo Marinone, delegato del Sindaco alle Politiche Giovanili di Roma Capitale, si è parlato del rapporto tra social, immagine di sé, relazioni e aspettative.

A moderare il confronto Emiliano Errico, giornalista RAI.

«Meno aspettative, più desideri. La perfezione non esiste e non è l’obiettivo», uno dei messaggi emersi dall’incontro, che ha invitato i ragazzi a interrogarsi sulla pressione a essere sempre performanti, sicuri e all’altezza delle aspettative degli altri.

Durante il panel è stato presentato anche “A Mente Libera”, il progetto di Roma Capitale dedicato ai giovani.

Studiare all’estero e aprirsi al mondo

La dimensione internazionale ha rappresentato un’altra componente fondamentale dello Young International Forum.

Mobilità accademica, corsi di lingua, borse di studio, scambi culturali ed esperienze formative all’estero sono state al centro di incontri e attività dedicate.

La presenza di ambasciate, istituzioni e organizzazioni internazionali ha permesso agli studenti di entrare direttamente in contatto con opportunità formative in altri Paesi e conoscere strumenti e programmi per partire.

Esperienze che non significano soltanto acquisire competenze linguistiche, ma anche confrontarsi con nuove culture, sviluppare autonomia e ampliare le proprie prospettive personali e professionali.

Anche Lorenzo Marinone, delegato del Sindaco alle Politiche Giovanili di Roma Capitale, ha richiamato il valore delle esperienze internazionali, con l’auspicio che i giovani possano poi riportare in Italia competenze e conoscenze capaci di contribuire alla crescita del Paese.

Oltre 20mila giovani per costruire il proprio futuro

Con oltre 20mila presenze, la XVIII edizione dello Young International Forum si è conclusa confermando il valore di uno spazio capace di mettere in relazione studenti, formazione, istituzioni e mondo del lavoro.

Tre giorni nei quali migliaia di ragazze e ragazzi hanno riempito le sale di Cinecittà, incontrato università e professionisti, posto domande, partecipato a laboratori e scoperto possibilità nuove.

Dalla scelta universitaria al lavoro, dalla politica alla geopolitica, dalla creatività al benessere, fino alle esperienze internazionali, lo YIF ha provato a raccontare il futuro nella sua complessità.

Perché orientarsi non significa ricevere una risposta già pronta, ma avere gli strumenti per fare domande migliori, conoscere sé stessi, comprendere il mondo e scegliere con maggiore libertà la strada da percorrere.

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