Berriola apre lo Yif: “Studiare conviene, rimettere al centro il tema della professionalità”

Laurea, competenze e formazione continua sono elementi fondamentali per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e rispondere alle esigenze delle imprese. Ma il percorso di studi, da solo, non sempre garantisce l’acquisizione di tutte le abilità richieste dal mercato. Da qui la necessità di rimettere al centro il tema della professionalità, investendo in percorsi formativi capaci di accompagnare le nuove generazioni verso un’occupazione qualificata. Lo ha detto nel corso dell’apertura della XVIII edizione dello Young International Forum, Mariano Berriola, direttore del Corriere Università e Lavoro e dello Yif, il salone internazionale dell’orientamento, organizzato dalla Fondazione “Italia Education” in collaborazione con il Corriere Università.

“A rendere la questione ancora più urgente è la combinazione tra la difficoltà delle aziende nel reperire personale e il progressivo calo demografico, destinato ad aggravare ulteriormente il problema. Il rischio è duplice: da un lato, imprese impossibilitate a realizzare i propri progetti per mancanza di figure adeguate; dall’altro, giovani che restano ai margini del mercato del lavoro, senza opportunità concrete di crescita professionale” ha spiegato Berriola secondo cui l’università deve essere il piano A e il piano B di ogni giovane.

Il calo demografico rappresenta una sfida strutturale per il mercato del lavoro italiano. La progressiva riduzione della popolazione giovane, unita all’invecchiamento demografico, restringe il bacino di persone che possono entrare nel mondo del lavoro, aggravando le difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato. “Il rischio è un divario crescente tra il fabbisogno delle aziende e la disponibilità di competenze, con conseguenze sulla capacità produttiva e sulla realizzazione dei progetti di sviluppo. In questo scenario, diventano strategici gli investimenti nella formazione, nell’orientamento e nelle politiche attive del lavoro, per valorizzare il potenziale delle nuove generazioni e favorire un incontro più efficace tra domanda e offerta di occupazione” ha aggiunto.

“Per affrontare questa sfida – ha aggiunto – è necessario un intervento strutturale delle istituzioni, attraverso politiche attive del lavoro strettamente connesse alla formazione e un investimento educativo che parta dalla scuola primaria e accompagni i ragazzi fino al completamento dei percorsi di preparazione. L’obiettivo è costruire un collegamento più efficace tra istruzione e occupazione, affinché la professionalità diventi una leva strategica per la competitività delle imprese e per il futuro lavorativo delle nuove generazioni”.

Le fragilità delle nuove generazioni rappresentano una sfida sempre più rilevante nel percorso di avvicinamento al mondo del lavoro. Affrontare le richieste del mercato, sostenere gli sforzi necessari per costruire una professionalità e confrontarsi con le difficoltà dell’ingresso nel mondo occupazionale richiede strumenti e competenze che non sempre i giovani sentono di possedere. “La sfida è accompagnare i giovani in un percorso di crescita che non si limiti alla trasmissione di conoscenze tecniche, ma che li aiuti anche a sviluppare consapevolezza, capacità di analisi e strumenti per affrontare le complessità del presente” ha aggiunto Berriola che ha concluso “comprendere il mondo in cui si vive è il primo passo per trovare il proprio posto al suo interno e affrontare con maggiore preparazione le sfide del lavoro”.

Rafforzare la prevenzione e promuovere una cultura della sicurezza che parta dai banchi di scuola e accompagni i giovani fino all’ingresso nel mondo del lavoro. È questa la sfida per ridurre i rischi negli ambienti professionali, attraverso percorsi formativi più solidi e una maggiore consapevolezza dei comportamenti da adottare per lavorare in sicurezza. “La formazione rappresenta uno strumento essenziale per imparare a riconoscere i pericoli, valutare i rischi e sviluppare comportamenti responsabili. Per questo – ha aggiunto Berriola – la prevenzione non può essere limitata ai luoghi di lavoro, ma deve diventare parte integrante del percorso educativo, coinvolgendo le nuove generazioni fin dai primi anni di scuola”. In questa direzione “si inserisce il lavoro della Fondazione, impegnata nello sviluppo di Jobs and School, un gioco da tavolo che prevede una linea dedicata alla formazione sulla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è utilizzare strumenti didattici innovativi e coinvolgenti per avvicinare i giovani ai temi della sicurezza, favorendo l’apprendimento attraverso un approccio pratico e partecipativo. Investire nella formazione significa, dunque, costruire le basi per una maggiore consapevolezza dei rischi e per una cultura della prevenzione capace di accompagnare i lavoratori lungo tutto il loro percorso professionale” ha concluso Berriola.

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